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Presso il Circolo Ufficiali della Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate a Chiavari, con il quale è stato co-organizzato, si è svolto il secondo incontro del ciclo “Dalmazia italiana” che ha avuto inizio il mese scorso presso la Società Ligure di Storia Patria di Genova quando  la Dott.ssa Valentina Petaros, archivista e filologa di Capodistria, ha presentato la sua ricerca sul governatorato di Enrico Millo effettuata negli archivi dalmati.

Oggi è stato il turno del Dott. Alberto Rosselli, storico e direttore della rivista StoriaVerità, e del Dott. Fulvio Mohoratz, delegato regionale della presidenza nazionale A.N.V.G.D.

Dalmazia Italiana, secondo appuntamento Scuola Telecomunicazioni FF.AA. di ChiavariIl saluto del Comm.te Cannatà ha aperto l’incontro che ha visto tra i presenti non solo numerose autorità militari e civili, tra cui anche il Presidente Francesco Bruzzone, ma anche storici, studenti, professori, esuli e residenti della cittadina rivierasca.

Argomento trattato con chiarezza e precisione da Rosselli è stato quello dell’austroslavismo, forse poco noto a più, ma che ricopre grande importanza per una corretta ed equilibrata conoscenza delle nostre tragedie. La svolta del 1866 della corona asburgica a favore dello slavismo consegna nelle mani del clero, in nettissima prevalenza slavo, un enorme potere. È questo uno degli elementi che compongono il piano, assolutamente ben congegnato, di eliminazione dell’elemento italiano in ogni sua declinazione nei territori sottoposti alla corona asburgica e ungherese, piano che non ha modo di compiersi completamente perché l’Impero austro-ungarico si sgretola con la prima guerra mondiale, lasciando in eredità, tra le altre cose,  una situazione geopolitica estremamente complicata. Rosselli continua delineando così le condizioni durissime che circondano l’arrivo dell’Ammiraglio chiavarese Enrico Millo in Dalmazia, di cui, come sappiamo, è governatore dal 1918 al 1920.  A Mohoratz l’arduo compito di delineare il rapporto tra D’Annunzio e Millo, avventurandosi nel turbamento interiore dell’Ammiraglio che, diviso tra senso del dovere e sentimenti patriottici, riceve dal Re, la cui mano viene mossa dal Ministro Sforza, una comunicazione che ha tutto per essere definita un richiamo esplicito al giuramento prestato. Documenti alla mano, viene fuori un Enrico Millo amareggiato, preoccupato per i suoi fratelli italiani, ma al contempo zelante, preciso, un’uomo d’onore, un eroe d’altri tempi. Il Comitato di Genova a tal proposito pubblicherà un approfondimento a breve.

Le domande degli ospiti e la grande partecipazione di pubblico ci fanno ben sperare per le prossime iniziative che stiamo organizzando. Molto apprezzata è stata poi visita alla Sala Storica, con cimeli interessantissimi, tra cui il cofanetto con pizzi confezionato e donato da “le Italiane di Spalato” alla moglie dell’Ammiraglio, Clelia, eccezionale testimonianza d’italianità e di attaccamento alla madre patria.

Un ringraziamento per la riuscita dell’incontro va alla Dott.ssa Barbara Bernabò, tanto preziosa quanto infaticabile, con la quale contiamo di collaborare sempre più strettamente.

Ringraziamo inoltre il Gran Caffè Defilla che ha offerto un vin d’honneur.

Ricordiamo infine che il libro “Articoli sul Governatorato dell’ Amm. Enrico Millo” di Valentina Petaros, pubblicato dal nostro Comitato, è disponibile per i nostri soci in regola con la quota associativa per l’anno in corso.

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Per informazioni scrivi a info@anvgdgenova.org

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