fbpx
Ernesto Bruno Valenziano _ Anvgd Liguria Anvgd Genova

Chi era e cosa ha fatto per la comunità giuliano – dalmata

Nato a Genova il 23 aprile 1937, coniugato con Simonetta Nuvolari Duodo e padre di Luigi e Luca; avvocato civilista, dopo la morte del Padre sviluppò una particolare competenza nel diritto del lavoro e divenne l’avvocato di fiducia della Cassa Marittima.

Liberale fin dai tempi della prima gioventù, percorse all’interno della Gioventù Liberale Italiana, del gruppo universitario Edelweiss e del Partito Liberale Italiano tutto il cursus honorum degli incarichi di partito e delle competizioni elettorali.

Segretario Provinciale del P.L.I. genovese negli anni ’70, Componente del Consiglio Nazionale del P.L.I. e responsabile nazionale del Dipartimento Sanità del partito negli anni ’80, il Suo impegno nella società civile lo portò ad essere Presidente dell’Associazione della Proprietà Edilizia della Provincia di Genova e membro del Consiglio Direttivo Nazionale e della Giunta esecutiva nazionale della Confedilizia, nonchè Presidente provinciale della Federation Internationale des Droits de l’Homme (organizzazione non governativa ONU).

Consigliere Comunale di Genova dal 1970 al 1981 e poi Consigliere Regionale dal 1980 al 1994 nelle file del P.L.I., e dal 1994 in quelle di Forza Italia, in varie riprese fu componente della Giunta Regionale (1981, Assessore a Cultura e Formazione Professionale, 1985-1990, Vicepresidente Giunta e Assessore a Cultura Turismo e Sport, 1990-1994, Assessore Industria, Lavoro e Formazione professionale, Cultura e Sport), e della Presidenza consiliare (Vicepresidente nel 1995-2000, e nuovamente dall’agosto 2002 al 31 luglio 2003, quando l’improvvisa malattia lo uccise) e Capogruppo regionale del P.L.I. e poi di Forza Italia; nell’esercizio delle proprie funzioni assessorili fu membro del Consiglio Nazionale Beni Culturali e del Consiglio dell’E.N.I.T..

Come Consigliere Regionale ottenne l’istituzione, nel corso della III Legislatura, della Commissione per la vigilanza sulla situazione delle Carceri, della quale fu poi eletto Presidente intraprendendo una costante attività di ispezioni e sopralluoghi, e presentò, nel 1984, la prima proposta di legge regionale per la riorganizzazione della Polizia Locale (Polizia Municipale e Polizia Provinciale), studiata in costante confronto con le Organizzazioni di categoria ANVU e ANCUPM, che provocò l’intervento, con proprio DdL (peraltro, in gran parte fondato sulla proposta Valenziano), della Giunta regionale.

Ernesto Bruno Valenziano _ Anvgd Liguria Anvgd Genova
Valenziano al lavoro nel suo ufficio

Come amministratore, Valenziano assunse in due riprese, in un momento delicato, la responsabilità della Formazione Professionale, che riorganizzò con nuovo impulso anche per ottimizzare la fruizione dei fondi europei e riformò con la legge di delega alle Province, e fu responsabile delle Politiche del Lavoro, instaurando una valida collaborazione con gli Uffici del Lavoro (e in particolare con quello di Genova) anche allo scopo di superare una serie di discrasie fra i diversi ordinamenti, e dell’Industria, trovandosi a gestire le difficilissime trattative con Riva per l’Ilva; il “ribaltone” del luglio 1994, che rovesciò la Giunta Ferrero e la maggioranza di “Pentapartito”, eliminò l’ostacolo Valenziano (i testimoni ricordano interminabili serate, fino a notte inoltrata, di confronto serrato tra l’industriale che riteneva di poter ottenere qualsiasi cosa e l’Assessore che tenacemente si opponeva a qualsiasi concessione non compensata da garanzie per l’occupazione ma anche per le misure di risanamento e tutela della salute e dell’ambiente) dalla strada di Riva, che, con la successiva Giunta Mori, vinse su tutta la linea.

Come titolare del Turismo, Valenziano si occupò con estrema attenzione sia delle attività di promozione turistica, istituendo e valorizzando tra l’altro le strutture di informazione turistica (IAT), sia la ricettività, con attenzione alla qualità non meno che alla quantità; per lo Sport, occorre ricordare l’impegno devoluto all’impiantistica, iniziando dai censimenti che consentirono una seria programmazione degli interventi e una consapevole e documentata valutazione delle richieste, così come quello dedicato alle manifestazioni, in un clima di valida collaborazione col CONI.

Alla Cultura, Valenziano, dedicò un’attenzione rara sia per l’intensità sia per lo spirito innovativo e la lungimiranza, esplicitando la sua visione già nel Convegno Internazionale “La Cultura come Risorsa produttiva”, svoltosi durante due giorni nell’Aula consiliare nel novembre 1985 con la partecipazione di prestigiosi relatori provenienti da diversi Paesi europei e dall’America; altre iniziative riguardarono, negli anni del Suo mandato, il “Jeans, tela di Genova” e importanti mostre (basti ricordare Van Gogh) e interventi di restauro (compreso il Complesso di S. Ignazio, sede dell’Archivio di Stato, e il Museo di S. Agostino), fra i quali menzione particolare meritano il Forte Begato (risanato e trasformato in una rinnovata magnifica struttura, ormai nuovamente ridotta al degrado, grazie ai fondi europei il cui ottenimento fu reso possibile da Valenziano, convincendo il Comune a modificare i confini delle circoscrizioni in modo da “trasportare” Begato in un’area ammessa alla concessione di finanziamenti !) e una preziosa tela, ignorata dalla Soprintendenza, che l’Assessore ritenne di poter far restaurare con fondi regionali suscitando le ire della Dott.ssa Terminiello (che rivendicava per la Soprintendenza la competenza esclusiva, ma non aveva preventivato alcun intervento) e innescando un ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzioni tra la Regione e lo Stato (la Corte si sarebbe poi espressa a favore dello Stato, e un giovane giudice di merito, dimentico o ignorante di ogni insegnamento in materia di “elemento soggettivo del reato” tramandato agli studenti fin dal primo volume dell’Antolisei, avrebbe perfino inflitto a Valenziano una modesta condanna penale, pur riconoscendogli l’attenuante dell’aver agito “per motivi di particolare valore morale o sociale”); nè minore attenzione fu dedicata ai musei e alle biblioteche liguri, in quanto strutture pubbliche o aperte al pubblico, prestandosi cura sia all’acquisizione sia alla conservazione dei materiali.

Particolarmente dinamica fu l’attività di Valenziano nel periodo contrassegnato dalle “grandi occasioni” per Genova all’epoca dei Mondiali di calcio “Italia ‘90” e delle “Celebrazioni per Cinquecentenario Colombiano” del 1992, quando Egli impegnò al massimo le competenze di Assessore regionale per promuovere e favorire, in collaborazione con gli altri soggetti coinvolti (e in particolare con il Comune di Genova, allora retto dalla Giunta Campart, nella quale Gustavo Gamalero era Prosindaco con delega per le grandi manifestazioni, ma anche, nei limiti delle competenze, con la Provincia, nella cui Giunta i liberali erano rappresentati prima dal Prof. Giovanni Calabria e poi dal Not. Avv. Claudio Canepa), i massimi risultati per il momento contingente e l’obiettivo immediato, ma anche per un futuro di più lungo termine.

Tra le molte iniziative e battaglie politiche e civili da lui condotte con conoscenza dei problemi, convinzione delle idee e passione dei sentimenti vale ricordare, in particolare, quella a favore della giustizia per i Giuliano-Dalmati, sia in funzione del recupero della verità storica e del dovuto omaggio alle vittime dell’efferata violenza titina, sia in funzione della tutela dei residui diritti degli Esuli, fino all’ideazione di quella che sarebbe diventata la legge reg. Liguria 29/2004.

La legge reg. 24/12/2004 n. 29: “Attività della regione Liguria per l’affermazione dei valori della memoria del martirio e dell’esodo dei giuliani e dalmati.”

La legge reg. 9/2004 ha, purtroppo, una storia particolarmente tribolata, come tutte le iniziative che l’Avv. Ernesto Bruno Valenziano, nella veste di Capogruppo regionale P.L.I., Vicepresidente e Assessore regionale e infine Vicepresidente del Consiglio Regionale (come ancora si chiamava l’Assemblea Legislativa Regionale) intraprese e mantenne pur a fronte di un’infinità di resistenze negli anni tra il 1990 e il 2003, quando una subdola malattia Lo strappò ai suoi amici e ai suoi impegni ideali. Valenziano aveva già promosso diverse dure battaglie nel Consiglio regionale in difesa dei diritti dei Giuliano-Dalmati, tra l’altro riuscendo a recuperare i fondi per il nostro commovente cippo (ideato e perseguito con incrollabile volontà dal compianto Claudio Daneo) collocato nel Cimitero di Staglieno e affrontando un duro scontro, con ricorso al TAR Liguria, perché fosse riconosciuto il diritto di intervenire a favore degli Esuli presso il Consiglio Regionale ligure.

In particolare per la sensibilità in materia dello stesso Valenziano e del battagliero Gianni Plinio, tra l’altro assurto nel biennio primavera 2000 – primavera 2002 al prestigioso e importante ruolo di Presidente dell’Assemblea, i Giuliano-Dalmati avrebbero conseguito due fondamentali risultati in Liguria.

Plinio, neo Presidente dell’Assemblea Legislativa, ideò il concorso “Il sacrificio degli Italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”, riservato agli studenti del triennio delle scuole medie superiori della Liguria, istituendolo con deliberazione dell’Ufficio di Presidenza consiliare con deliberazione U.P. 24/12/2001 n. 165; i pregiudizi ideologici ancora fortemente e violentemente radicati nei confronti della storia della Venezia Giulia e Dalmazia rendevano opportuno esplicitare con molta chiarezza lo spirito dell’iniziativa, che sarebbe stata certamente accusata, altrimenti, dei peggiori peccati originali, ma si ritenne che nessuno avrebbe potuto decorosamente criticare impegni e obbiettivi quali “mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”; la prima edizione dell’iniziativa fu realizzata nell’anno scolastico 2001-2002, quando nessuna Regione, o altra Amministrazione territoriale, italiana aveva ancora ritenuto di poter assumersi un simile impegno ideale (non certamente economico, ché i costi erano e sarebbero rimasti contenuti, tanto più a fronte di altre scelte di spesa che, però, non procuravano mal di pancia negli ambienti “politically correct”).

All’epoca, peraltro, la commemorazione ufficiale del “Giorno del Ricordo” non era ancora contemplata come iniziativa diretta della Regione, ma, per richiesta avanzata dall’A.N.V.G.D. ligure (e, come capofila, dal Comitato provinciale di Genova), l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa concesse alla stessa A.N.V.G.D. l’uso dell’Aula consiliare e delle sue pertinenze per la realizzazione dell’iniziativa; Valenziano si era reso promotore e garante della richiesta nei confronti della Presidenza, trovandosi a sfondare, col Presidente Plinio, una porta, più che aperta, spalancata.

La consonanza di sentimenti tra i due nei confronti della causa giuliano-dalmata, e l’intuizione di Plinio in merito all’importanza di istituire un concorso per gli studenti del triennio superiore rendono evidente il motivo per il quale, nell’anno 2006 proprio Vincenzo Gianni Plinio sarebbe stato insignito per primo, insieme a Franco Amoretti, dell’appena istituita targa «Premio Ernesto Bruno Valenziano per i benemeriti nella difesa della verità e della giustizia per i Giuliani e Dalmati, vittime di crimini contro l’umanità e privati della propria Terra e della propria identità».

Nell’estate 2002 Plinio lasciò la Presidenza dell’Assemblea per diventare Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Giunta Biasotti (in tale veste avrebbe restaurato anche il Teatro della Gioventù, dove, nella sala <G. Govi> eretta per l’occasione alla dignità di Aula consiliare, si svolgono attualmente le commemorazioni del “10 Febbraio”), Francesco Bruzzone ne fu il successore e Bruno Valenziano divenne Vicepresidente dell’Assemblea Legislativa.

Era giunto il momento di quella che poteva definirsi una riforma “strutturale”, ma la stabilità della nuova normativa non poteva essere rimessa agli umori della politica del momento.

La garanzia della permanenza delle iniziative dedicate alla tragedia della Venezia Giulia e della Dalmazia doveva essere sancita da una legge, e non più rimessa alla sensibilità di una maggioranza politica transitoria; pertanto, il soggetto istituzionale idoneo non poteva essere se non il Consiglio Regionale (che si apprestava a diventare ufficialmente Assemblea Legislativa Regionale), rappresentativo comunque di maggioranze e minoranze elettoralmente determinate, e, per suo conto, l’Ufficio di Presidenza consiliare; inoltre, a scanso di ipotetiche manovre “negazioniste” o “giustificazioniste”, sempre possibili in un panorama politico talvolta più orientato a dare spazio ai portavoce dei carnefici che ai rappresentanti delle vittime (essendo gli Esuli vittime delle persecuzioni allo stesso titolo, seppure con un destino meno cruento, degli infoibati): nella stessa Liguria, infatti, l’Amministrazione spezzina non ebbe ritegno nel chiamare come oratore Alessandra  Kersevan, o il Comune di Camogli nel chiamare il napoletano Giacomo Scotti, trasferitosi nel 1947 nelle terre annesse dalla Jugoslavia, mentre nell’area genovese, per ragioni ideologiche, spesso fu impropriamente chiamato a parlare in rappresentanza degli esuli Silvio Ferrari; altrettanto, era di fondamentale importanza anche prevedere e garantire un ruolo imprescindibile dell’A.N.V.G.D. ligure nell’individuazione e realizzazione di qualsiasi iniziativa riguardante le vicende giuliano-dalmate e la tragedia finale; Valenziano ebbe, inoltre, un’intuizione determinante: esistendo già una legge reg. 18/1974 “Attività della Regione Liguria per l’ affermazione dei valori della resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana”, Egli considerò che il mantenersi sulla falsariga di questa, con le modificazioni necessarie, avrebbe reso più difficile ad oppositori preconcetti la formulazione di obiezioni strumentali.

Essendo stata preannunciata, nel frattempo, iniziativa legislativa di aggiornamento e/o sostituzione della legge reg. 18/1974, Valenziano, d’accordo con l’A.N.V.G.D. ligure, decise di attendere la presentazione della nuova proposta, infatti presentata in data 19/06/2003 come “Testo unico degli interventi regionali per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana”; la PdL. “Testo unico degli interventi regionali per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana” sarebbe stata licenziata in data 12/02/2004 dalla II Commissione e in data 10/03/2004 dalla I Commissione, approvata dall’Assemblea legislativa Regionale in data 6 aprile 2004 e promulgata in data 16/04/2004.

Purtroppo, nel maggio 2003, Valenziano ebbe un problema di salute inizialmente sottovalutato: una grave colica renale gli impedì di partecipare, nel giorno 18 maggio 2003, alla commemorazione presso il Cippo nel Parco della Rimembranza di Staglieno, circostanza nella quale egli aveva chiesto e ottenuto di rappresentare la Presidenza consiliare, sicchè dovette limitarsi a trasmettere un messaggio; rientrato in ufficio, i dolori gli concessero soltanto pochi giorni di presenza effettiva, dei quali approfittò, tra l’altro per approfondire nuove ipotesi di modifica della bozza di proposta di legge in ordine alle “Attività della Regione Liguria per l’affermazione dei valori della memoria del martirio e dell’esodo dei Giuliani e Dalmati”.

Il ricovero in ospedale e il precipitare della situazione resero impossibile a Bruno presentare formalmente la proposta di legge; Ernesto Bruno Valenziano morì il 31 luglio 2003, ma le indicazioni da Lui fissate consentirono di predisporre il testo che il Suo successore quale Vicepresidente del Consiglio Regionale, Franco Amoretti, si sarebbe impegnato a condurre a buon fine a qualsiasi costo, trovando non soltanto l’adesione dei Consiglieri appartenenti alla coalizione di maggioranza, compreso il Presidente dell’Assemblea Francesco Bruzzone, ma anche la sensibilità del Collega Vicepresidente Ronzitti, il cui prestigio non sarebbe stato trascurabile nel determinare il consenso finale della coalizione dell’allora minoranza consiliare.

Nel frattempo, a livello statale, il Parlamento approvava la legge 30/03/2004 n. 92 “Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati” (Gazz. Uff. 13/04/2004 n. 86).

La PdL. “Attività della Regione Liguria per l’affermazione dei valori della memoria del Martirio e dell’Esodo dei Giuliani e Dalmati”, presentata in data 20/04/2004 essendo primo firmatario lo stesso Vicepresidente Amoretti, fu sottoposto all’esame delle Commissioni consiliari I e II, con un iter non propriamente facile; l’impegno della Presidente della II Commissione, Maria Annunziata “Nucci” Novi Ceppellini, coinvolta da Amoretti, consentì, il licenziamento della PdL., a maggioranza, e la trasmissione all’Aula, dove il consenso dei partecipanti alla votazione, in data 20/12/2004 (dopo una prima seduta consiliare al termine della quale il sempre signorile e compassato Amoretti non ritenne di lesinare il dovuto “contropelo” a qualche collega di maggioranza scomparso al momento della votazione), fu unanime; la legge regionale 29/2004 “Attività della Regione Liguria per l’affermazione dei valori della memoria del Martirio e dell’Esodo dei Giuliani e Dalmati”, fu promulgata in data 24/12/2004, ed è ricordata nel mondo degli Esuli (senza voler sminuire il contributo determinante di Franco Amoretti, non a caso insignito per primo, nel 2006, insieme a Gianni Plinio, dell’appena istituita targa “Premio Ernesto Bruno Valenziano per i benemeriti nella difesa della verità e della giustizia per i Giuliani e Dalmati, vittime di crimini contro l’umanità e privati della propria Terra e della propria identità”, ed, anzi, rendendo omaggio alla sua sensibilità e signorilità nel riconoscere a Valenziano la paternità) come “legge Valenziano”.

La legge reg. della Liguria, chiarissima fin dal titolo nel riferirsi al “Martirio” e all’”Esodo” dei Giuliani e Dalmati, esplicitamente definito “tragedia nazionale e testimonianza della brutale violazione dei principi di libertà, di rispetto dei diritti umani e di autodeterminazione”, individuate le attività ammissibili (art. 1), prevede e disciplina la realizzazione, con cadenza annuale, del concorso intitolato “Il sacrificio degli Italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli” (con ciò posto definitivamente sotto la garanzia della legge reg. medesima), nonchè la visita di studio e pellegrinaggio nelle terre della Venezia Giulia e della Dalmazia, secondo itinerari definiti dall’Ufficio di Presidenza, che prevedono la visita ai luoghi simbolo della tragedia giuliano-dalmata, con la presenza di una delegazione consiliare ufficiale (art. 3) e  prescrive, come iniziativa istituzionale organizzata dal Consiglio Regionale Assemblea Legislativa della Liguria, di concerto con l’articolazione ligure della Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, la commemorazione del “Giorno del Ricordo” (*), con manifestazione ufficiale nell’Aula consiliare (attualmente sostituita per ragioni di capienza dalla sala “G. Govi” del Teatro della Gioventù di Genova, per l’occasione formalmente eretta alla dignità di Aula consiliare), al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale (art. 3 c. 5); prevede, inoltre, l’approvazione dei programmi di attività, concertati con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, da parte dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale al fine, valutati i mezzi occorrenti al loro finanziamento, di determinare la misura della partecipazione consiliare alla copertura delle relative spese (art. 4), con ciò preoccupandosi di garantire concretamente le risorse necessarie.

La legge ligure non soltanto è la prima legge regionale in materia, ma è considerata più avanzata di quella statale anche per l’attenzione agli aspetti concreti e al problema delle risorse, nonchè per il ruolo riconosciuto all’A.N.V.G.D., ed è stata utilizzata anche da altre Regioni nella predisposizione di proprie interventi legislativi.

(*) Il testo approvato in data 24/12 2004 recava ancora la dizione “celebrazione della “Giornata della Memoria” o “Giorno del Ricordo””, essendo stato predisposto ben prima che la legge 92/2004 fosse formulata optando per la seconda denominazione.

L’istituzione del premio

L’ A.N.V.G.D. ligure ha istituito, e conferito, in occasione della commemorazione del “Giorno del Ricordo” a partire dall’anno 2006, il “Premio Ernesto Bruno Valenziano”, destinato a chi si è distinto nell’impegno per la tutela dei diritti dei Giuliani e Dalmati. «Era un uomo serio, preparato e coerente, un politico vero, non un politicante», dice di lui Mohoratz «Era un uomo intellettualmente libero e lungimirante. Le sue grandi doti venivano riconosciute da tutti e per lui nutrivano grande rispetto anche coloro che politicamente avevano idee differenti» ha ribadito Giorgio Traverso, suo storico collaboratore.

La targa «Premio Ernesto Bruno Valenziano per i benemeriti nella difesa della verità e della giustizia per i Giuliani e Dalmati, vittime di crimini contro l’umanità e privati della propria Terra e della propria identità» negli anni è stato ricevuto da importanti personaggi legati alla nostra comunità, tra cui Lucio Toth, Giovanni Radossi, Simone Cristicchi e tanti altri.

Dal 2017, a seguito di modifiche nella cerimonia del Giorno del Ricordo volute da Regione Liguria, il premio viene conferito in un evento separato organizzato dall’ A.N.V.G.D. ligure.

Rosanna Turcinovich riceve la targa premio da Fulvio Mohoratz

Di seguito l’elenco dei premiati:

2006 Dott. Franco Amoretti, Dott. V. Gianni Plinio

2007 Amm. Luigi Ferraro, Dott. Lucio Toth

2008 Cons. Gen. Dott. Roberto Pietrosanto, Francesco Budicin (esule)

2009 Prof. Giovanni Radossi, Claudio Daneo (esule)

2010 Prof.ssa Ingrid Sever

2011 Comm. Giacomo Ronzitti

2012 Dott. Marco Pirina

2013 Dott. Aldo Siri

2014 Dott. Giuseppe Pititto

2015 Simone Cristicchi

2016 Prof. Giulio Vignoli

2018 Rosanna Turcinovich

2019 Prof.ssa Debora Radolovic, Vlado Benussi

L’appuntamento 2019 è per il giorno 21 marzo alle ore 17,00.

Informazioni

Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: